PIANETA MODENA

CAP.7.1 1994: FINALMENTE ANCHE I CANCELLI DELLA DE TOMASO MODENA SI APRIRONO PER ME

FABRIZIO FERRARI, designer, giornalista e docente universitario: una vita spesa nel nome e per la passione delle supercars italiane della “Terra dei Motori”. STORIE DI VITA VISSUTA, DI LAVORO E PASSIONE, PER UN TERRITORIO UNICO, CHE GLI HA REGALATO EMOZIONI ED ESPERIENZE IRRIPETIBILI!

From: “Fabrizio Ferrari: my memories” (original text in italian). LEGGI ANCHE LA PARTE PRECEDENTE

Mi presentai così in azienda, ma solo per scoprire che l’Ing. Casarini era molto occupato e non in azienda! (Aveva dovuto uscire all’improvviso per una necessità non programmata, almeno così mi riferirono).

Non sembrava certo un buon inizio ma, in realtà tutti si dimostrarono subito molto disponibili, anche perché non mi presentavo loro solo come designer, ma ormai, come già nel caso della Cizeta (Cap.4), anche come giornalista tecnico specializzato. Fu così che potei accordarmi comunque per una seconda visita a breve, visita in cui il collaudatore De Tomaso, Silvano Franchini, si mise a mia disposizione, per alcuni tour con il prototipo della De Tomaso Guarà barchetta, nella Via Virgilio, davanti all’azienda, perché potessi scattare qualche foto inedita, che infatti poi proposi con successo ai vari magazine di auto con cui già collaboravo.

E fu così che iniziò anche il mio rapporto esclusivo con l’azienda fondata da Alejandro il quale, vittima del terribile ictus che lo aveva colpito qualche mese prima, non era praticamente mai in azienda e che ebbi modo di incontrare solo in seguito, ma sempre accompagnato da tutori e con il quale non ebbi quindi mai modo di avere un vero rapporto diretto.

Ma nel frattempo ebbi però modo di conoscere colui che, in poco tempo divenne il mio primo e preferito contatto in azienda: il tecnico Walter Ghidoni che, di li a poco sarà poi nominato Direttore Tecnico ed in seguito, negli ultimi anni di vita della De Tomaso Modena, pure Direttore Generale.

Ma andiamo con ordine: dopo i primi servizi fotografici e giornalistici sulla Guarà, di cui ebbi poi modo di seguire tutto lo sviluppo e l’evoluzione dei vari modelli, compresa la versione coupé chiusa, con la quale provai anche l’emozione di fare un test drive su strada, ben presto iniziai a frequentare l’azienda con una certa regolarità, quasi come un “amico” e/o sostenitore. Lavorando per diversi mensili di auto d’attualità e d’epoca, iniziai presto anche a ricostruire la storia dei vari modelli “dal vivo”, sia esaminando ed acquisendo la documentazione del loro archivio storico (la stessa cosa che ebbi poi modo di fare anche con la stessa Maserati, grazie ad Ermanno Cozza, e soprattutto con la Lamborghini, di cui divenni, ad un certo punto e per un breve periodo, pure l’archivista ufficiale, Cap.6.6), sia pure fotografando ed ammirando direttamente i vari modelli del loro museo storico: principalmente: Vallelunga, Mangusta, Pantera in varie versioni, Deauville e Longchamp, più qualche monoposto (F.3) e barchetta da competizione.

Un modo come un altro, da parte mia di conoscere a fondo ed “in diretta” la storia di questa azienda a tutti gli effetti “modenese” (anche se Alejandro era un argentino di origini italiane ed i motori utilizzati sulle vetture erano principalmente Ford) e, nello stesso tempo, di approfondire il rapporto con l’azienda, di stampo quasi familiare, tanto lo staff era ormai ridotto ai minimi termini. Tra le conoscenze che feci, oltre alla moglie di De Tomaso, Isabelle Haskell, sempre comunque piuttosto defilata, anche tutta una serie di tecnici, meccanici, ecc.

Ma tra le figure con cui ebbi modo di interagire maggiormente, oltre al già citato Walter Ghidoni, che nel tempo divenne pure un amico personale, con cui uscire per una pizza, ancora oggi che si è ritirato ed è giustamente in pensione, anche la “factotum” e responsabile delle pubbliche relazioni, Claudia Lodi che, insieme allo stesso Ghidoni, fu sempre prodiga di consigli, informazioni, non dimenticando mai di invitarmi nelle occasioni importanti e non facendomi nemmeno mancare simpatici gadget di ogni tipo: dall’abbigliamento firmato, sino a premi e articoli commemorativi, come ad esempio tutto il materiale legato alla festa del 40° Anniversario dalla Fondazione della De Tomaso (1999), alla quale fui molto felice di partecipare come fossi un dipendente, oppure un cliente affezionato. (CONTINUA)

FABRIZIO FERRARI CAR DESIGNER

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