Ingegneria del veicolo Modena

Un innovativo Concept su piattaforma elettrica in studio al Dipartimento di Ingegneria del Veicolo dell’Università di Modena

In fase di ultimazione un innovativo progetto di ricerca, base del tirocinio per una nuova Laurea in Ingegneria del Veicolo a Modena

L’obiettivo di questa attività di ricerca interna è la creazione di un prototipo di vettura elettrica cittadina brandizzabile Maserati e dotata di un nuovo tipo di porta automatizzata .

Precedentemente erano già stati svolti lavori di tesi incentrati sull’ingegnerizzazione di sistemi “AHD” (Active Hidden Door) per supersportive dove l’obbiettivo era incrementarne l’esclusività, sfruttando comunque la comodità intrinseca di una porta che non necessita di spazio al di fuori della sagoma del veicolo, per consentire l’accesso alla vettura.

Questa volta, il sistema automatizzato della porta diventa il fulcro di un nuovo concetto di auto, che va oltre quella che è l’attuale ragion d’essere di un’auto elettrica, ovvero le mere “zero emissioni”: virgolettatura necessaria perché sebbene le emissioni di gas serra ed inquinanti in esercizio sono pressoché nulle invece da un punto di vista globale, considerando quindi la produzione del veicolo e dell’energia elettrica stessa, la faccenda è meno lineare e scontata.

Secondo un’indagine interna della Mercedes-Benz approvata da TUV Sud (azienda specializzata nella certificazione di test) analizzante le emissioni di una EQC durante il suo ciclo di vita stimato in 200.000km, è emerso che l’auto elettrica può abbattere anche del 70% l’impatto ambientale rispetto ad una vettura con ICE a patto che si prendano una lunga serie di contromisure, fra cui energia elettrica prodotta in gran parte da fonti rinnovabili e largo uso di materiali riciclati, cercando inoltre di limitare al massimo l’impiego delle terre rare. Insomma, l’effettivo vantaggio ecologico non è imputabile totalmente all’auto elettrica in se ma al modo in cui viene prodotta, sia essa che l’energia che impiega.

Abbiamo quindi provato a dare un senso all’auto elettrica che va oltre quello puramente ambientale: a differenza di una vettura tradizionale l’ingombro della meccanica è minimo e questo consente di aumentare l’abitabilità. Nessuna casa costruttrice ha però fin’ora sfruttato al massimo l’opportunità consentita dal layout di un’elettrica: anche quando si è trattato di modelli completamente sprovvisti di motore tradizionale l’architettura è rimasta la stessa.

La nostra proposta di EV mette in totale discussione l’automobile per come l’abbiamo concepita nel corso del ‘900 in modo da limare un altro problema legato al mondo dei trasporti: il traffico, deturpante di qualsiasi centro urbano in quanto tale a prescindere dal suo impatto ambientale.

Questa nuova vettura è dedicata a Maserati, in quanto le scelte tecniche adottate non sono certo banali ma del tutto esclusive . Ma in particolare, ha principalmente il compito ambizioso di massimizzare abitabilità e praticità in luogo delle dimensioni esterne compatte, specialmente la lunghezza: quota direttamente legata all’impiego della strada pubblica. In continuità con la gamma del Tridente dovrà essere certamente esclusiva, ma questa caratteristica non sarà solo sinonimo di stile, finiture e dotazioni: per la prima volta al mondo grazie alle enormi potenzialità offerte dalla piattaforma delle EV una vettura cittadina avrà un’abitabilità degna delle migliori ammiraglie in circolazione.

E al contrario, saranno così anche i modelli più economici. La sicurezza passiva sarà più vicina al mondo delle berline che delle utilitarie, in quanto si è cercato di massimizzare le zone di deformazione programmata, grande punto debole delle ultracompatte. Quest’ultime hanno una cellula abitativa, il più rigida possibile come suggerisce lo stato dell’arte dei telai, talvolta quasi coincidente con le dimesioni effettive del veicolo: in caso di urto violento il controllo della decellerazione degli occupanti viene delegato sostanzialmente ai sistemi di ritenuta (cintura di sicurezza, airbag, piantone sterzo collassabile), il che non le rende sicure quanto una vettura di maggiori dimensioni in contesti extraurbani.

La ricerca è stata condotta con i seguenti strumenti: per quanto riguarda l’approccio teorico il metodo scelto è stato quello Sistematico, mentre per la modellazione vera e propria del concetto di vettura si è fatto affidamento al software CATIA V5 della Dassault Systemes.

Il Metodo Sistematico è un approccio alla progettazione estremamente legato al mondo dell’automotive in quanto nato e sviluppato proprio nelle industrie automobilistiche tedesche. E’ composto di 4 passaggi: Task Clarification, Conceptual Design, Embodiment Design e Detail Design. Nel primo step si stabiliscono le caratteristiche di progetto che possono essere sia esplicite che implicite, bisogna fare analisi di mercato e indagini preliminari per capire se si possiede il know-how per sviluppare l’idea, fare una stima dei costi; inoltre bisogna cercare di tradurre le specifiche in parametri numerici il più possibile, in quanto verrà agevolato così l’interno proseguio del progetto. Nella fase di Conceptual Design vengono individuati i principi solutivi, solo quelli che si ritengono i migliori verranno sviluppati nella fase successiva. L’ultimo step è formalmente legato alla produzione del progetto dove viene prodotta la documentazione necessaria: nel nostro caso, chiaramente, tutto ciò non è possibile. In quest’attività di ricerca la fase di Detail Design è rappresentata dalla produzione di un modello di stile in scala 1:5 per fresatura.

Ma non mancheremo certo di fornirvi maggiori dettagli in futuro: il progetto presenta innumerevoli soluzioni innovative e certo per nulla banali o scontate, ma vi sveleremo tutto quanto (comprese le immagini del modello virtuale), direttamente dalla testimonianza dei progettisti (Prof., tutors e studdente tirocinante) nelle prossime settimane ed entro la fine dell’anno, in questo stesso sito.  Continuate a seguirci!

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